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GIAPPONE - Periodo Meiji (1868-1912).
Maschera del teatro Noh raffigurante il personaggio Ko-Omote in legno di hinoki monossido intagliato.
Forma ovale, fronte alta e liscia, occhi semichiusi, sopracciglia alte che evocano la moda del periodo Heian (794-1185), bocca semiaperta che rivela la fila superiore di denti laccati di nero. I capelli sono dipinti di nero con una scriminatura centrale da cui scendono tre ghirlande di ciocche.
Segni di forbici sul retro e timbro (timbro di ferro).
Maschera del teatro Noh con il personaggio Chigusa Ayakashi in legno di hinoki monossido intagliato.
L'Ayakashi è un fantasma maschile vendicativo, spesso un signore della guerra, guidato da un tenace rancore. È raffigurato con occhi rossi e sporgenti, ampi baffi e una bocca spalancata che rivela denti anneriti.
Segni di forbici sul retro e timbro (timbro di ferro).
Dimensioni: 21 x 14,5 x 9 cm e 21 x 14 x 7 cm.
Montato su una base singola.
Dimensioni con base: 21 x 33 x 13 cm.
Note: Il Noh è uno stile di teatro classico prettamente giapponese che attinge a temi letterari e poetici, fondendo implicitamente concetti buddisti e shintoisti con credenze popolari. Il Noh iniziò a svilupparsi nel XIV secolo, ispirandosi a un'altra forma teatrale molto popolare all'epoca, chiamata Sarugaku no no (musica delle scimmie). Durante questo periodo, Kan-ami e suo figlio Zeami, attori e drammaturghi, stabilirono le regole del noh che vengono rispettate ancora oggi. Uno spettacolo Noh è composto da tre o cinque atti separati da intermezzi comici (kyôgen) e può durare diverse ore. Un'orchestra e un coro accompagnano gli attori, che combinano la pantomima con la danza e il canto lirico. Questi drammi, che nella maggior parte dei casi raccontano storie di guerra, amore e gelosia, sono caratterizzati da due tipi di rappresentazioni: quelle che trattano storie di vita reale e quelle che coinvolgono esseri soprannaturali. Questa forma di rappresentazione utilizza maschere, considerate l'incarnazione della presenza divina, indossate solo dall'attore principale (shite). La maschera noh (nômen) viene "apposta" sul viso dell'attore in modo che le guance e il mento rimangano visibili, ed è leggermente inclinata verso il basso.
Le maschere sono intagliate in legno di hinoki (cipresso giapponese) e laccate sul retro per renderle impermeabili al sudore dell'attore; il legno intagliato viene poi rivestito con una preparazione chiamata gofun (polvere di guscio d'ostrica legata a colla animale e pigmenti). Dopo l'asciugatura, la maschera viene lucidata e i capelli, gli occhi, la bocca e i denti vengono dipinti con inchiostro di china e pigmenti.
Alla fine del processo di lavorazione, si ottiene un "invecchiamento" artificiale, consumando intenzionalmente i fori dei cordoni, gli occhi e la bocca in modo da evidenziare l'uso e la funzione della maschera senza sminuirne l'armonia e la bellezza; si applica anche una colorazione (koshoku = colore antico). Lo scopo di questo processo non è quello di riprodurre in modo verosimile i segni del passaggio del tempo, ma di trasmettere la natura senza tempo del Noh. Infatti, una maschera che sembrasse priva di qualsiasi esperienza non potrebbe corrispondere al mondo del Noh.
Le maschere Noh, quindi, parlano di vita, di una cultura e delle sue convenzioni, di personaggi teatrali, di scultori, di espressioni e, naturalmente, di un'estetica particolare.
Ref: JNG4YMSAOR