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All’interno della famiglia particolarmente ricercata delle piccole emissioni anonime in lega di rame, comunemente descritte come quadrans o tessera, e generalmente collocate, secondo la tradizione catalografica, in un orizzonte che va dalla fine del I secolo alla metà del II secolo d.C., questo esemplare si distingue per la forza evocativa di una coppia iconografica al tempo stesso semplice, immediatamente leggibile e sapientemente “parlante” per il collezionista: il modius (misura di grano) colmo di tre spighe e il kantharos (vaso da vino). Tale combinazione è precisamente segnalata nelle referenze citate (Cohen VIII 55; Göbl 100; Mazzini tav. LXXIX, 55; Lambros 1612) ed è regolarmente qualificata come rara nelle schede di mercato e negli archivi d’asta comparativi.
Analisi & Perizia
L’osservazione minuziosa sotto lente ×10 e luce radente, applicata alle fotografie fornite con particolare attenzione alla topografia dei rilievi, al comportamento dei campi e alla coerenza generale del tondello, mette in evidenza, sul lato al modius, un recipiente di tipo “misura” dal corpo nettamente strutturato. La sua superficie presenta una grana materica e una micro-tessitura che catturano la luce in modo discontinuo, mentre sopra il bordo superiore emergono tre spighe erette, le cui silhouette, sebbene parzialmente addolcite dalla circolazione, restano sufficientemente individualizzate da consentire una lettura sicura del motivo atteso e da allinearlo, per concordanza tipologica, alle descrizioni pubblicate per questa serie.
Sul lato al kantharos, l’esame evidenzia un vaso potorio a ansa/e alta/e, di cui una, chiaramente visibile, disegna un ampio arco con caratteristico ritorno superiore. La coppa e il piede, pur attraversati da leggere zone di levigatura e da alcune irregolarità superficiali tipiche delle leghe di rame antiche, conservano l’essenziale della loro geometria, offrendo così l’immediato riconoscimento del kantharos così come definito dalla tradizione ceramologica e iconografica antica — vaso profondamente associato alla sfera del vino e della convivialità rituale.
La superficie metallica, di aspetto dorato-bruno, con tonalità più calde in alcuni punti e piccole eterogeneità cromatiche leggibili come la normale vita di una lega di rame antica, presenta una patina visivamente stabile e coerente sull’insieme dei campi. Il tondello, sensibilmente irregolare — con alcune zone periferiche più spesse e lievi schiacciamenti di bordo — conserva una presenza materiale molto “autentica”, conforme a quanto frequentemente osservato sulle tessere anonime di piccolo modulo, la cui fabbricazione e il cui uso privilegiavano la circolazione pratica più che la perfezione geometrica.
Infine, l’assenza di una legenda chiaramente leggibile nelle fotografie, unita al carattere integralmente “di tipo” dei due motivi, si accorda pienamente con l’habitus documentario di questa serie, spesso descritta come anepigrafe e regolarmente classificata tra gli insiemi anonimi attribuiti, per prudenza tipologica, a un ampio periodo che va da Domiziano ad Antonino Pio secondo gli usi della catalogazione numismatica.
Caratteristiche
Denominazione usuale e datazione di catalogo: quadrans o tessera anonima, generalmente collocata nell’intervallo ca. 96–161 d.C., secondo cataloghi e archivi d’asta comparativi.
Metallo e modulo: lega di rame (Æ), 17,5 mm per 3,26 g; valori metrici riferiti a questo esemplare e conformi agli ordini di grandezza osservati in comparanda prossimi.
Tipo, lato al modius: modius (misura) contenente tre spighe, motivo agricolo e annonario particolarmente caratteristico.
Tipo, lato al kantharos: kantharos (vaso da bere), motivo esplicitamente attestato nelle schede descrittive di questa coppia iconografica.
Referenze: Cohen VIII 55; Göbl 100; Mazzini tav. LXXIX, 55; Lambros 1612 — insieme di rimandi regolarmente ripresi nelle descrizioni di collezione e di mercato per questo tipo.
Rarità: tipo spesso segnalato come raro nelle note commerciali e negli archivi d’asta.
Contesto Storico
Nella Roma imperiale dei secoli I–II, la circolazione monetaria e para-monetaria comprendeva oggetti complementari — tessere, gettoni, emissioni anonime in piccolo bronzo — la cui funzione precisa poteva variare a seconda dei contesti, ma la cui iconografia si organizzava frequentemente attorno a un vocabolario della sussistenza e dell’abbondanza. Il modius colmo di spighe, immagine di misura concreta e promessa di approvvigionamento, si inserisce naturalmente nell’immaginario dell’Annona e delle distribuzioni, mentre il kantharos, vaso da vino, introduce un contrappunto simbolico legato alla convivialità, alla mensa e al rituale sociale.
È inoltre attestato, attraverso documentazione d’asta commentata, che le tessere con la coppia modius / kantharos figurano tra i rari tipi per i quali è stato discusso un contesto archeologico, diversi esemplari essendo stati segnalati in contesti del I–II secolo a Leptis Magna in Africa settentrionale. Questo dato prezioso, senza trasformare la tessera in una “moneta di sito”, rafforza l’inquadramento storico generale della serie.
Valore Culturale
Per il collezionista, l’attrattiva di questa tessera risiede sia nella sua chiarezza iconografica, che consente un’immediata identificazione del tema senza dipendere da una legenda, sia nella densità culturale di questo dialogo tra grano e vino — i due pilastri sensibili della civiltà mediterranea — che l’arte romana sapeva condensare, attraverso pochi segni ben scelti, in un compendio di prosperità e stabilità. Le referenze bibliografiche (Cohen, Göbl, Mazzini, Lambros) conferiscono inoltre all’oggetto un solido ancoraggio di “riferimento”, alimentando nel collezionista il piacere erudito della tipologia e del confronto ragionato.
Tracciabilità & Garanzie
Ogni esemplare è esaminato, descritto e accompagnato da un certificato di autenticità conforme agli standard del mercato dell’arte e del patrimonio. L’osservazione minuziosa sotto lente ×10 e luce radente costituisce parte integrante del metodo descrittivo, che fonda l’attribuzione sui caratteri visibili (tipi, stile, organizzazione dei rilievi) e su concordanze bibliografiche pubblicate, affinché il cliente riceva una tessera presentata con rigore terminologico e coerenza tipologica pienamente verificabili.
La provenienza è europea, da un commerciante numismatico affermato, e l’acquisizione avviene tramite transazione internazionale specializzata, condotta all’interno di una rete numismatica riconosciuta e validata secondo gli standard esigenti del mercato dell’arte e del patrimonio, conferendo alla procedura una solidità di tracciabilità attesa dai collezionisti esperti.
Ref: 0KTQDS45LR