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Camille Pissarro (1830-1903)
Chalet con tetto di paglia, circa 1881
Carbone su carta con lumeggiature colorate a mano dall'artista
Timbro con le iniziali "CP" in basso a destra
29 x 22 cm
Mostra: Ohana Gallery, Londra, n. 1628
Provenienza: - Collezione Bonin, Francia
- Asta, Me Lair Dubreuil, 26 giugno 1931, lotto n. 64
- Asta, Motte, 29 rue du Rhône, Ginevra, n. 40
Certificato di autenticità rilasciato da Joachim Pissarro
Claude Bonin-Pissarro era figlio del pittore francese Alexandre Bonin e di Jeanne Pissarro (detta Cocotte, 1881-1948), figlia di Camille. A differenza dei suoi fratelli, Jeanne fu l'unica dei figli a non ricevere la formazione artistica instillata dal "padre dell'Impressionismo". In effetti, come ci ha raccontato Lionel Pissarro, pronipote del pittore, Madame Pissarro si rifiutò di permettere alla figlia di diventare un'artista e preferì invece il cucito e il ricamo, come si evince dai vari ritratti dipinti dal padre. "La capanna" faceva parte della vendita della collezione Alexandre Bonin e Jeanne Pissarro, avvenuta il 26 giugno 1931 all'Hôtel Drouot. L'abbiamo sottoposto all'occhio esperto di Joachim Pissarro, che sta compilando il catalogo ragionato dei disegni del nonno e che ne ha rilasciato un certificato di autenticità. Lo stretto rapporto tra Camille Pissarro e Octave Mirbeau diventa particolarmente evidente osservando questo disegno di una capanna. Questo tema, che trasmette la semplicità e l'autenticità della vita di campagna, permise a Camille Pissarro di dipingere la vita umile della Francia rurale, contrariamente al gusto popolare. È su questo punto che il critico d'arte e il pittore convergono. In "Lettere dalla mia casetta", pubblicato nel 1885, il primo libro pubblicato da Octave Mirbeau, che contiene le basi delle sue opere future, come "Calvario", "Abbé Jules" e "Sébastien Roch", l'autore prende le distanze dalla critica conformista e si colloca all'interno dell'avanguardia letteraria, rompendo con le convenzioni del naturalismo.
La sua amicizia con Camille Pissarro è sincera e si accompagna a un'affinità politica. Ben prima del 1890, quando Octave Mirbeau abbracciò l'anarchismo, entrambi erano ribelli, pacifisti e radicalmente libertari. Octave Mirbeau abbandona il vecchio romanzo realista, si ritrae nella propria vita e inaugura una forma di autofiction ante litteram, in particolare in una delle sue ultime opere, "Le 628.E8", il resoconto di un viaggio in auto attraverso il Belgio, che consigliamo vivamente.
Ref: SKN9EP06FV