Emilio Scanavino Bassorilievo in alluminio fuso Firmato e datato 1965
Emilio Scanavino Bassorilievo in alluminio fuso Firmato e datato 1965
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Emilio Scanavino Bassorilievo in alluminio fuso Firmato e datato 1965
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Emilio Scanavino Bassorilievo in alluminio fuso Firmato e datato 1965

Di Galleria Saint-Cyr Antiquités
Aderente al marchio Autenticità-Qualità
7.000 €
XX secolo
Anni 50, 60, 70
CONSEGNA
Da: 56380, Saint-Malo-de-Beignon, Francia

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    Splendida scultura astratta in alluminio fuso di una figura di spicco dell'arte astratta europea. Firmata Scanavino e datata 65 sul retro.
    Quest'opera fu creata nel 1965, dopo la morte improvvisa dell'amico e mercante d'arte Charles Cardazzo, avvenuta nel 1963. Dopo questa data, la ricerca artistica di Emilio Scanavino si orientò verso una semplificazione del segno, utilizzando forme geometriche e griglie.
    Quest'opera fu probabilmente realizzata nel suo studio di Calice Ligure, dove si trasferì nel 1963.

    Emilio Scanavino nacque a Genova nel 1922.
    Suo padre, Attilio Scanavino, era un commercialista e apparteneva a una famiglia di commercianti che aveva vissuto per due generazioni a Salto Oriental, in Uruguay. Attilio tornò in Italia durante la pandemia di influenza spagnola del 1918 e si arruolò volontario per combattere nella Prima Guerra Mondiale. Al ritorno dal fronte, sposò Maria Felicina Sterla. Per anni lavorò come importatore di caffè brasiliano per acquirenti italiani (Associazione Commercio Caffè Droghe e Coloniali), ma nutriva un profondo interesse per la filosofia e l'esoterismo, collezionando libri in portoghese, spagnolo e italiano.
    Emilio Scanavino, durante l'infanzia – il padre era vittima di persecuzione politica – non potendo giocare all'aperto con gli altri bambini, trascorreva le giornate sulla terrazza di casa, realizzando ninnoli e piccoli giocattoli di carta che lanciava nel cortile sottostante perché i bambini potessero giocarci liberamente. Trascorreva le sue giornate in compagnia delle colombe che popolavano la colombaia che i suoi genitori avevano costruito per lui. Questa passione non lo avrebbe mai abbandonato, tanto che da adulto si dedicò alla collezione di preziosi piccioni viaggiatori, che acquistava in Belgio e in altre città all'estero.

    Nel 1938 si iscrisse alla Scuola d'Arte Barbin. Si interessò alla letteratura e alla poesia di scrittori come Guillaume Apollinaire, André Gide, Jacques Prévert, Marcel Proust, Jean Paul Sartre, Federico García Lorca, Franz Kafka e Dylan Thomas.
    Fu proprio in questa scuola che incontrò Giorgina Graglia, che sarebbe diventata sua moglie nel 1946.

    Si laureò nel giugno del 1942, lo stesso anno in cui inaugurò la sua prima mostra personale al Salone di Esposizione Romano di Genova, con catalogo curato da Luigi Bassano.
    Iniziò gli studi di architettura all'Università di Milano, ma fu presto chiamato alle armi. L'8 settembre 1943 fu nominato sottotenente ad Ancona. Lasciò l'esercito e trovò rifugio sulle montagne liguri fino alla fine del conflitto.

    Dopo la fine della guerra, lavorò come disegnatore tecnico per il Comune di Genova, impiego che in seguito abbandonò per dedicarsi interamente alla pittura. Visse in uno studio sopra le Mura dello Zerbino, dove riprese a dipingere.
    Nel 1946 aprì uno studio a Milano, in una soffitta del Foro Bonaparte, e trascorse un po' di tempo a Brera e dintorni con i pittori che si incontravano al famoso Bar Jamaica. Lì conobbe Lucio Fontana, Gianni Dova, Roberto Crippa, Sergio Dangelo, Piero Manzoni, Dadamaino e molti altri.
    Sentì il bisogno di viaggiare e, attratto dalla scuola impressionista francese, partì per Parigi nell'agosto del 1947, dove rimase per qualche tempo, incontrando critici, poeti e artisti come Édouard Jaguer, Wols e Camille Bryen. Visitò i principali musei d'arte e rimase particolarmente affascinato dal Bue Sgozzato (1655) di Rembrandt, esposto al Louvre.
    Colpito dalla tavolozza di Van Gogh, tornò in Italia con il desiderio di sperimentare con l'arancione di cadmio e i suoi caratteristici tratti "piatti".
    Affascinato dal Cubismo, analizzò tutte le opere di Picasso, dai dipinti figurativi a quelli cubisti, tentando invano di incontrarlo nel suo studio. Riuscì, tuttavia, a conoscere Georges Braque.
    L'esperienza parigina fu fondamentale per la sua formazione stilistica, in particolare per gli echi del postcubismo, che assimilò e interpretò a modo suo.

    All'inizio degli anni '50 partecipò al Premio Borletti a Palazzo Borletti a Milano. Ebbe la sua prima occasione di presentare il suo lavoro all'estero: nel maggio del 1951, alla Galerie Apollinaire, organizzò una mostra personale con la scultrice americana Sarah Johnson, con la quale era in contatto da diversi anni dopo aver esposto insieme in una collettiva nel 1949 a Firenze, "Ricostruzione del ponte di Santa Trinità exhibition celebrativa". In occasione della sua mostra alla Galerie Apollinaire, trascorse un periodo a Londra, dove incontrò numerosi artisti, tra cui Phillip Martin, Eduardo Paolozzi e Graham Sutherland, con i quali instaurò rapporti duraturi.
    Rimase profondamente colpito dalle opere di Francis Bacon, che lasciarono una forte impressione su Scanavino.

    Cardazzo divenne il suo marchio di fabbrica.

    Ref: CC6J7YT2G5

    Stato Ottimo
    Stile Anni 50, 60, 70 (Sculture in altri materiali Stile Anni 50, 60, 70)
    Epoca XX secolo (Sculture in altri materiali Epoca XX secolo)
    Paese di origine Italia
    Artista Emilio Scanavino (1922-1986)
    lunghezza (cm) 46
    Larghezza (cm) 42
    Tempi di spedizione Pronto per la spedizione in 4-7 giorni lavorativi
    Localizzazione 56380, Saint-Malo-de-Beignon, Francia
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