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iccolo amforisco in vetro modellato, di tipo classico greco, con corpo piriforme ben teso, collo cilindrico a labbro svasato e due anse verticali spesse che collegano la spalla alla parte superiore del collo. L’insieme si distingue per una splendida decorazione di fili intrecciati giallo-ocra e bianchi, disposti in registri ondulati su un fondo originariamente blu scuro, oggi parzialmente velato da una patina sabbioso-beige. L’oggetto appare omogeneo, senza incollature visibili, con un’usura complessiva perfettamente coerente con un lungo periodo di interramento: micro-puntinatura della superficie, alterazione parziale della lucentezza, croste minerali e leggere iridescenze localizzate. Nessun elemento suggerisce un intervento moderno; tutto, al contrario, conferma un amforisco greco “core-formed” della fine dell’epoca classica / inizio ellenistica (V–IV secolo a.C.).
Caratteristiche
Oggetto: Amforisco in vetro modellato decorato con fili policromi
Materiale: Vetro “core-formed” con decorazione a fili marmorizzati gialli e bianchi su fondo blu scuro
Cultura: Greca, Mediterraneo orientale
Periodo: V – IV secolo a.C.
Dimensioni: ca. 77 mm di altezza × 52 mm di diametro massimo
Stato di conservazione: Buono stato generale, superficie antica e stabile, patina da interramento marcata
Provenienza: Antica collezione privata olandese, acquisita presso la galleria Helios (Regno Unito), prima del 2000
Autenticità: Consegnato con certificato di autenticità rilasciato da uno specialista di antichità classiche
Contesto storico
Gli amforischi in vetro decorati con fili ondulati appartengono al gruppo più raffinato della vetreria greca pre-romana. Prodotti con la tecnica del vetro formato su nucleo (core-formed) in officine del Mediterraneo orientale (Rodi, Cipro, costa siro-palestinese), circolarono ampiamente nel mondo greco tra il V e il IV secolo a.C. Il loro contenuto—oli profumati, balsami, unguenti—li collocava nella sfera del corpo, della cura e del rituale: toilette quotidiana, ginnasio, profumi sacri, deposizioni funerarie.
Questi piccoli vasi, spesso deposti nelle tombe, avevano una funzione tanto sociale quanto simbolica: indicare lo status, manifestare un’eleganza di vita, portare nell’aldilà una riserva di olio prezioso. Il vetro blu profondo opaco, arricchito da fili gialli e bianchi, imitava volutamente la preziosità delle pietre semipreziose (lapislazzuli, agate a bande), trasformando questi contenitori in autentici gioielli da toilette.
Analisi formale e materiale dell’esemplare
Forma e proporzioni
L’amforisco presenta un profilo piriforme regolare: spalla ampia e ben arrotondata, ventre pieno che scende in un piccolo bottone di base leggermente appiattito, garantendo una buona stabilità malgrado la finezza del punto d’appoggio. Il collo, leggermente svasato, termina con un labbro orizzontale ispessito, appiattito e ripiegato verso l’esterno, tipico delle forme classiche. Le due anse, simmetriche, sono tirate a nastro spesso, sollevate dalla spalla e fissate alla parte superiore del collo; la loro curva è armoniosa, con un leggero appiattimento centrale e una compressione dell’attacco perfettamente coerente con un lavoro antico.
Decorazione a fili marmorizzati
La decorazione è organizzata in diversi registri:
– sulla spalla, una larga fascia giallo-ocra che cinge il vaso, leggermente irregolare, testimonia il gesto manuale del vetraio;
– al centro del corpo, la zona più spettacolare presenta una frisa di fili bianchi e gialli marmorizzati, tirati in zig-zag continui, come una ghirlanda di piume o di onde, su fondo scuro; i fili furono applicati inizialmente a spirale, poi pettinati a caldo, creando il motivo “a spina di pesce” molto ricercato;
– una seconda fascia gialla, più discreta, accompagna la transizione tra la parte decorata e la punta inferiore dell’amforisco.
Si distingue ancora, sotto la patina, la presenza del blu profondo negli interstizi della decorazione, colore tipico di queste produzioni. Il contrasto tra il giallo caldo, il bianco opaco e il blu scurito dal tempo rimane molto leggibile in luce radente, conferendo all’oggetto una vibrazione cromatica sottile ma elegante.
Superficie, patina e tracce di interramento
La superficie è ricoperta da una patina beige sabbiosa mescolata a fini concrezioni calcaree, soprattutto nelle cavità della decorazione e verso la punta del corpo. Si osservano:
– una micro-puntinatura regolare del vetro, tipica della corrosione antica, con minuscole scalfitture superficiali che opacizzano parzialmente la lucentezza originaria;
– alcune zone ancora brillanti, molto lisce, soprattutto sui rilievi dei fili gialli, indizio dello stato iniziale del lustro;
– discrete iridescenze blu-violacee sotto la patina, segno ulteriore di un invecchiamento lento e naturale del vetro in ambiente umido;
– incrostazioni più scure legate ai sedimenti di interramento, particolarmente visibili vicino alla base e sul retro delle anse.
Il labbro mostra piccolissime sbeccature antiche, arrotondate dall’usura, senza alcun impatto sulla lettura della forma né sulla solidità dell’insieme. Le anse sono complete, senza incollature visibili, elemento assai prezioso per un oggetto così fragile. Il bottone di base presenta una leggera usura circolare coerente con un appoggio antico. Nessuna giuntura, nessun riempimento moderno aggressivo è percepibile: l’oggetto si presenta in uno stato “archeologico stabilizzato”, perfettamente adatto alla collezione.
Valore culturale ed estetico
Questo amforisco concentra, su piccola scala, tutto il raffinato sapere tecnico ed estetico del vetro greco pre-romano: padronanza della forma, virtuosismo della decorazione a fili marmorizzati, armonia dei colori, equilibrio delle proporzioni.
Per un collezionista, riunisce diverse qualità molto ricercate:
– tipologia canonica degli amforischi in vetro “core-formed”;
– decorazione a spina di pesce chiaramente leggibile, nella elegante palette blu / giallo / bianco;
– stato completo con anse intatte, sempre più raro sul mercato;
– patina antica espressiva, che racconta la lunga storia di interramento dell’oggetto e gli conferisce una forte presenza archeologica.
È allo stesso tempo un oggetto di grande valore decorativo—grazie ai contrasti cromatici—e una testimonianza tecnica di primo piano dell’arte del vetro prima dell’invenzione del soffiaggio.
Tracciabilità & garanzie
Provenienza solida: antica collezione privata olandese, entrata tramite la galleria Helios (Regno Unito), specializzata in antichità classiche.
L’oggetto sarà consegnato con un certificato di autenticità che descrive la pièce, la sua datazione, la cultura, la provenienza e la tecnica, documento destinato ad accompagnare stabilmente l’amforisco all’interno di qualsiasi collezione o futura rivendita.
Le informazioni comunicate sono raccolte in un dossier documentario (fotografie, descrizione, riferimenti comparativi) conservato dal venditore.
Rapporto di perizia
Questo amforisco in vetro marmorizzato appartiene alla famiglia molto ricercata dei piccoli flaconi da profumo greci formati su nucleo, prodotti nelle officine del Mediterraneo orientale nel V–IV secolo a.C. La sua silhouette elegante, le anse complete, la decorazione a spina di pesce ancora ben leggibile e la patina archeologica sfumata ne fanno un perfetto oggetto da vetrina, al tempo stesso decorativo e rappresentativo di una tecnica vetraria ormai scomparsa.
Per una collezione privata o un cabinet d’amateur, esso svolge il ruolo di pièce-chiave: sufficientemente compatto per essere esposto in una vetrina domestica, ma dotato di un pedigree storico e di una qualità esecutiva che lo avvicinano agli esemplari conservati al British Museum, al Louvre o al Metropolitan Museum. È un oggetto che racconta immediatamente qualcosa al visitatore: il profumo, il lusso, l’intimità raffinata del mondo greco classico.
Rapporto di perizia dettagliato
Identificazione del tipo ufficiale
Amforisco greco in vetro formato su nucleo, decorato con fili marmorizzati, appartenente al gruppo classico dei vasi da toeletta miniaturizzati.
Tipologia vicina agli amphoriskoi “core-formed”, Gruppo II, secondo la classificazione tradizionale (Harden / Grose), con corpo piriforme, due anse, base a bottone e decorazione ondulata “a spina di pesce”.
Riferimenti scientifici e museali
Esemplari comparabili sono conservati in importanti collezioni pubbliche:
– British Museum, Londra: numerosi amforischi in vetro con fili gialli e bianchi su fondo blu (in particolare la Collezione Cesnola).
– Musée du Louvre, Parigi: Dipartimento di Antichità greche, etrusche e romane, serie dei vetri formati su nucleo (“Vetri greci e orientali”).
– Metropolitan Museum of Art, New York: galleria dei vetri preromani, amforischi a decorazione ondulata datati al V–IV secolo a.C.
Confronti museali
L’esemplare qui presentato appartiene alla stessa famiglia tipologica di questi oggetti museali: formato identico, decorazione comparabile, stessa gamma cromatica. La sua patina archeologica più marcata gli conferisce una presenza molto autentica, apprezzata dai collezionisti sensibili agli oggetti conservati in uno stato poco “sovra-restaurato”. La decorazione a spina di pesce ancora leggibile lo rende pienamente degno di figurare in un insieme di vetri di livello museale all’interno di una collezione privata.
Bibliografia indicativa
Per la classificazione e lo studio di questo tipo di oggetto, si vedano:
– D. B. Harden, Glass of the Caesars, 1987.
– D. F. Grose, The Toledo Museum of Art – Early Ancient Glass, 1989.
– M. Stern, Ancient Glass at the Israel Museum, 1995.
– S. Whitehouse, vari contributi sul vetro mediterraneo preromano in cataloghi museali.
Ref: 191X9UA28B