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Coltello laminare realizzato in selce eocenica di alta qualità, con una tavolozza geologica calda — marrone cioccolato intenso animato da sfumature rossastre e aranciate. Elegantemente proporzionato (ca. 6,5 cm), l’esemplare presenta il profilo lanceolato ricercato: una cresta dorsale netta derivata da un accurato scheggiamento laminare, un filo tagliente attivo e continuo, e un dorso ritoccato con incisioni brusche per la presa sicura o l’eventuale immanicatura. La superficie mostra vernice desertica a chiazze e micro-concrezioni calcareo-silicee, che offrono insieme un fascino estetico e la testimonianza di una lunga storia in ambiente arido.
L’osservazione ravvicinata rivela una faccia ventrale levigata dai gesti di scheggiatura, una serie di negativi paralleli lungo il dorso e un filo funzionale con micro-denticolature fini, segno distintivo di uno strumento pronto all’uso. L’assottigliamento biconvesso e la terminazione distale ridotta testimoniano un’economia di materia rigorosa tipica degli atelier predinastici del Nilo.
Caratteristiche tecniche
– Cultura: Antico Egitto, orizzonti Badari – Naqada I–II
– Periodo: Neolitico finale / Predinastico, ca. 4500–3500 a.C.
– Materiale: selce eocenica nodulare (prob. giacimenti dell’Alto o Medio Egitto)
– Dimensioni: ca. 6,5 cm (lunghezza)
– Morfologia: forma lanceolata, cresta dorsale centrale, filo attivo opposto a dorso ritoccato
– Aspetto superficiale: marrone cioccolato con sfumature rosso-ocra, vernice desertica a chiazze, fini concrezioni calcaree
– Provenienza: antica collezione parigina (1960–1970), trasmessa tramite galleria di Barcellona
– Autenticità: certificato fornito
– Vendita: aggiudicazione europea specializzata, sotto controllo di esperti
Contesto storico
Questo tipo di coltello laminare illustra la maturità tecnica degli atelier litici predinastici: preparazione del nucleo, scheggiatura standardizzata, ritocchi funzionali. In un contesto di crescente aridità, le comunità della valle del Nilo perfezionarono sequenze operative pianificate al servizio di esigenze agricole, artigianali e rituali. La selce, pietra di valore sacro nell’immaginario egiziano, accompagnava anche i corredi funerari come strumento-emblema.
Analisi formale e materiale
– Scheggiatura: cresta dorsale rettilinea e negativi paralleli di asportazioni lamellari.
– Dorso: ritocchi bruschi e regolari per presa manuale ed eventuale immanicatura.
– Filo: linea tagliente continua con micro-sinuosità antiche compatibili con l’uso attivo.
– Sezione: assottigliamento biconvesso, garanzia di efficienza e leggerezza.
– Vernice desertica: pellicola satinata, segno chiaro di lunga permanenza in ambiente arido.
– Tavolozza mineralogica: marrone intenso con toni rossi e inclusioni calcaree biancastre — combinazione apprezzata per il suo valore estetico e documentario.
– Gesto d’atelier: ariste di scheggiatura conservate in punti specifici, prova della precisione e razionalità del gesto tecnico.
Valore culturale
Come strumento normativo ed elegante, questo coltello incarna il passaggio da economie opportunistiche a produzioni standardizzate delle culture Badari–Naqada. Grazie alla lettura delle patine, alla vernice desertica e alla chiarezza della sua architettura tecnica (dorso, filo, cresta), rappresenta un pezzo notevole sia per la collezione sia per lo studio, situando il gesto umano all’origine delle fondamenta tecniche e simboliche che anticipano la civiltà faraonica.
NB: I supporti, cornici ed elementi scenografici visibili nelle fotografie sono esclusivamente destinati alla presentazione e non sono inclusi nella vendita.
Ref: US5HTGMOAH