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Staffa a puleggia antropomorfa femminile
Staffa a puleggia per tessitura raffigurante una figura femminile
Probabilmente Baoulé, gruppo Akan, Costa d'Avorio centrale
Prima metà del XX secolo (circa 1920-1960)
Legno duro con patina marrone scuro, albero della puleggia e tamburo in legno più denso
Dimensioni: A. 16 cm - L. 7 cm - P. 4 cm
Peso: 120 g
Staffa monossiliforme raffigurante un torso femminile stilizzato:
Testa conica allungata nella parte superiore, forata con un foro centrale (per sospensione o fissaggio).
Volto ridotto a pochi tratti: naso triangolare, bocca corta, occhi indicati da piccole perforazioni, orecchie arrotondate.
Lungo collo cilindrico, nettamente distinto dal torso – una caratteristica classica dell'estetica Akan.
Seni conici prominenti, che svolgono un ruolo visivo importante.
I lati sono segnati da costole/scarificazioni in rilievo con tre rientranze, che accentuano la femminilità e il vigore del corpo.
Le sezioni inferiori formano i montanti delle staffe, incorniciando l'albero della puleggia; il tamburo tornito e biconvesso è ancora al suo posto.
Iconograficamente, il pezzo appartiene alla categoria delle pulegge figurative Baoulé, dove la donna, associata alla fertilità e alla prosperità, veglia sul lavoro del tessitore.
Condizioni
La superficie è fortemente usurata e sporca, con una patina opaca che combina depositi scuri e residui ferruginosi, particolarmente pronunciata sul retro del busto.
Lievi abrasioni sono presenti sulla cresta della testa, sui seni e sui bordi dei montanti.
Sono presenti alcune microfessure longitudinali stabili dovute al ritiro del legno.
Tracce di ossidazione e sfregamento sono visibili sull'albero e sul tamburo della puleggia (aree bruno-rossastre), coerenti con l'uso antico. Piccole scheggiature periferiche senza danni strutturali. Foro superiore regolare, leggermente svasato dall'usura, a indicare una sospensione prolungata.
Strutturalmente integro, in uno stato d'uso autentico e non restaurato (con la possibile eccezione di minimi ritocchi superficiali localizzati).
Analisi stilistica e attribuzione
Diversi criteri collegano questa staffa alla produzione Baoulé:
Silhouette slanciata con collo lungo e testa ovoidale appuntita;
Seno conico e volume del busto che ricordano le piccole figure femminili Baoulé (waka sona);
Scarificazioni/costole parallele intagliate sui lati, un motivo ricorrente nella regione Akan;
Trattamento raffinato ma delicato del viso, privo dei pronunciati tratti geometrici spigolosi tipici di alcune figure Senufo.
Funzione
Staffa per carrucola del telaio.
La figura femminile, posizionata sopra la corda, aveva una funzione protettiva e propiziatoria: placare lo spirito del tessitore, attrarre prosperità, promuovere la corretta tensione del filo e, per estensione, l'armonia domestica.
Riferimenti museali comparativi
Senza pretesa di esaustività, questo pezzo può essere confrontato con diversi esempi conservati in importanti collezioni:
Musée du quai Branly – Jacques Chirac, Parigi:
Diverse pulegge figurative femminili del telaio Baoulé, alcune delle quali presentano persino una testa conica allungata, seni conici e un torso semplificato.
Museum Rietberg, Zurigo:
Collezione di pulegge Akan/Baoulé, alcune con lati segnati da costole rialzate simili.
Metropolitan Museum of Art, New York, Dipartimento delle Arti dell'Africa, dell'Oceania e delle Americhe:
Pulegge Baoulé raffiguranti donne con seni prominenti, colli allungati e volti ridotti a pochi volumi, molto simili nello spirito.
Bibliografia consigliata
Per collocare e contestualizzare l'opera all'interno della produzione di pulegge dei tessitori in Costa d'Avorio:
Jean-Paul Barbier-Mueller, Les Arts des Baoulé (catalogo della mostra, Ginevra).
Susan Vogel, Baule: African Art, Western Eyes, Yale University Press.
Alfred S. K. Quarcoo, lavori sull'arte Akan e sul simbolismo dei telai.
Cataloghi del Musée du quai Branly – Jacques Chirac sulle arti dell'Africa occidentale, sezioni Akan/Baoulé.
Ref: 45P9AKMGJT