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GIAPPONE - Periodo Showa (1912-1989).
Maschera del teatro Noh, probabilmente raffigurante il dio Ebisu, intagliata in legno di hinoki trattato con monossido di carbonio. Di forma ovale, la fronte alta è scolpita con quattro linee espressive, gli zigomi sono prominenti, gli occhi e le narici sono forati, la bocca è spalancata rivelando una fila di denti anneriti (leggera usura), e i baffi e il piccolo pizzetto sono dipinti. Sono presenti segni di usura intorno ai fori laterali dove il cordino veniva fissato al viso dell'attore.
Il retro è laccato di nero, con tracce di forbici e il timbro dell'artigiano.
Dimensioni: 20,4 x 14,5 x 7 cm.
Venduta con il suo supporto.
Dimensioni con supporto: 31,5 x 14 x 10 cm.
Note: Il Noh è uno stile di teatro classico puramente giapponese che trae ispirazione da temi letterari e poetici, fondendo implicitamente concetti buddisti e shintoisti con credenze popolari. Il teatro Noh iniziò a svilupparsi nel XIV secolo, traendo ispirazione da un'altra forma teatrale molto popolare all'epoca, il Sarugaku no Noh (musica delle scimmie). In questo periodo, Kan-ami e suo figlio Zeami, attori e drammaturghi, stabilirono le regole del Noh che vengono ancora seguite oggi. Uno spettacolo Noh è composto da tre a cinque atti, intervallati da intermezzi comici (kyōgen), e può quindi durare diverse ore. Un'orchestra e un coro accompagnano la performance degli attori, che combina pantomime danzate e canti lirici. Questi drammi, che narrano per lo più storie di guerra, amore e gelosia, offrono due tipologie di opere: quelle basate su eventi reali e quelle che coinvolgono esseri soprannaturali. Questa forma di spettacolo utilizza maschere, considerate l'incarnazione della presenza divina, indossate solo dall'attore protagonista (shite). La maschera Noh (nomen) viene posizionata sul viso dell'attore in modo che guance e mento rimangano visibili, ed è leggermente inclinata verso il basso.
Le maschere sono intagliate in legno di hinoki (cipresso giapponese) e laccate sul retro per renderle impermeabili al sudore dell'attore; il legno intagliato viene poi rivestito con una preparazione chiamata gofun (polvere di conchiglie d'ostrica legata con colla animale e pigmenti). Dopo l'asciugatura, la maschera viene lucidata e i capelli, gli occhi, la bocca e i denti vengono dipinti con inchiostro di china e pigmenti.
Al termine del processo di fabbricazione, si ottiene un "invecchiamento" artificiale rovinando intenzionalmente i fori per i cordini, gli occhi e la bocca in modo da evidenziare l'uso e la funzione della maschera senza comprometterne l'armonia e la bellezza; viene inoltre applicata una tintura (koshoku = colore antico). Questo processo non mira a riprodurre in modo plausibile i segni del tempo, ma piuttosto a evocare la qualità atemporale intrinseca del teatro Noh. Una maschera che apparisse priva di storia non potrebbe corrispondere al mondo del Noh. Le maschere Noh rimandano dunque simultaneamente alla vita, a una cultura, alle sue convenzioni, ai personaggi teatrali, agli scultori, alle espressioni e, naturalmente, a una particolare estetica.
Ref: Y8MJXJO9J2