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Jean Bertholle (1909-1996)
Libri e sfera, 1982
Inchiostro su carta
Firmato e datato in basso a destra
37 x 28 cm
JEAN BERTHOLLE (1910-1960)
Nato a Digione nel 1909, Jean Bertholle inizia a dipingere nel 1924 e nel 1928 entra all’Accademia di Belle Arti di Saint-Étienne. La mostra su Manet all’Orangerie nel 1932 lo lascia sbalordito. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Lione e realizza alcune tele «imitative e accademiche» che in seguito distruggerà. Nel 1933 prosegue la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Parigi nell’atelier di Paul Albert Laurens, dove incontra Roger Bissière, Jean Le Moal e Alfred Manessier. Partecipa alla fondazione del gruppo Témoignage, che riunisce pittori, scultori, scrittori e musicisti. In questo periodo, Bertholle è affascinato dal Simbolismo, dall’ironia di Bruegel e dalla stranezza di Bosch.
Nel 1941, la sua pittura cambia orientamento. Attento all’opera dei Primitivi, Bertholle torna a un «figurativo molto minuzioso». Partecipa alla mostra «Venti giovani pittori di tradizione francese», prima manifestazione della pittura d’avanguardia sotto l’occupazione. Divenuto, per necessità economiche, direttore artistico della manifattura di ceramica di Gien nel 1943, soffre per non potersi più dedicare a sufficienza alla pittura. Nel 1944 partecipa tuttavia a una mostra collettiva alla Galerie de France insieme a Bissière, Le Moal, Manessier, Singier ed Étienne-Martin, nonché al primo Salon de mai, di cui è membro fondatore. Negli anni ’50, Bertholle espone alla Galerie Jeanne Bucher, per poi ottenere nel 1957 un contratto presso Roque che gli permette di lasciare il suo incarico alla fabbrica di ceramiche di Gien e di dedicarsi interamente alla pittura. Si orienta gradualmente verso una pittura non figurativa, con l’intento di «cancellare i riferimenti e allontanarsi dall’oggetto per andare verso l’essenziale».
Bertholle viene selezionato nel 1949 e nel 1960 per la Biennale di Venezia, nonché per la Biennale di San Paolo, e nel 1959 partecipa alla mostra del Carnegie Institute di Pittsburgh. Le prime mostre retrospettive della sua opera vengono presentate nel 1964 a Metz, in Lussemburgo e a Caen. Dal 1965 al 1980, Bertholle insegna come professore e responsabile del laboratorio di arte murale all’Accademia di Belle Arti di Parigi. Nuove retrospettive si tengono nel 1972 a Digione, poi a Besançon e a Saint-Germain-en-Laye.
Alla fine degli anni ’60, mentre Bertholle era riconosciuto, insieme ai suoi colleghi, come uno dei principali artisti della nuova Scuola di Parigi, fu tra i primi a rinunciare alla visione non figurativa. «Le forme non figurative non mi soddisfacevano più. Un giorno, il processo si è innescato: il figurativo è riemerso dalla materia», dirà.
Dopo una nuova retrospettiva alle Belle Arti di Parigi, nel 1983 viene eletto membro dell’Institut de France. In quell’occasione terrà un discorso di insediamento che farà scalpore, nel quale esprimerà la sua incomprensione nei confronti dell’arte concettuale, che spesso si riduce a semplici installazioni, davanti alle quali «un pubblico di snob finge di meravigliarsi». Appassionato di insegnamento, nello stesso anno fondò la propria accademia di pittura. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1996, una prima retrospettiva fu presentata a La Ciotat nel 1997, seguita da una seconda a Digione nel 2011.
Le sue opere sono conservate al Museo delle Belle Arti e al Museo d’Arte Sacra di Digione, al Centre Pompidou, al Museo delle Belle Arti di Caen, al Museo Greuze di Tournus e al Museo d’Unterlinden di Colmar.
Ref: RVSXSAKRJR