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Stele votiva raffigurante Akshobhya, il Buddha della Terra Pura
Tibet
XVIII secolo
Il Buddha Akshobhya, qui raffigurato come il Buddha storico, è raffigurato seduto nella posizione Vajraparyanka su una base decorata con petali di loto. La sua mano destra poggia sul ginocchio, con le dita rivolte verso terra in bhumiparshamudra, un gesto simbolico di vittoria sui demoni interiori e di attivazione della Terra come testimone del suo risveglio.
La sua mano sinistra, appoggiata in grembo, con il palmo rivolto verso l'alto, regge un doppio vajra, simbolo di saggezza indistruttibile e protezione dalle illusioni. Il Risvegliato indossa il samgathi e l'uttarasangha, che aderiscono al corpo, lasciando scoperti il petto e la spalla destra. Una piega dell'indumento è delicatamente drappeggiata sulla spalla, con i bordi accuratamente decorati con perline. Il volto è caratterizzato da arcate sopracciliari curvilinee che si incontrano alla base di un naso aquilino, che si erge sopra una bocca con labbra sottili delineate di rosso, e occhi lenticolari socchiusi, impreziositi da pigmento bianco, che trasmettono un atteggiamento di profonda introspezione.
L'acconciatura stilizzata, con le sue piccole punte pigmentate di blu, testimonia la natura pacifica del Buddha. Il cranio è sormontato dall'usnisa, sormontato da un rasmi a forma di bocciolo di loto. Le orecchie hanno lunghi lobi dilatati dagli ornamenti che il Buddha un tempo indossava nella sua vita principesca.
Il corpo è circondato da una doppia fila di gadroon e da una mandorla con fiamme vorticose, a evocare la radiosità spirituale del Beato.
La base è adornata da due elefanti, la cavalcatura associata ad Akhobhya, simbolo di stabilità, forza interiore e perseveranza.
Nel Buddhismo Vajrayana, il Buddha Akshobhya è uno dei cinque Buddha della Saggezza auto-generati (emanazioni dell'Adibhuddha) esistiti fin dall'inizio dei tempi. È il sovrano del Paradiso di Abhirati, o Terra Pura d'Oriente, e incarna la coscienza come aspetto fondamentale della realtà.
Incarnazione di una saggezza chiara, immutabile e perfettamente imperturbabile, simboleggia la profonda conoscenza della realtà al di là delle apparenze e delle illusioni. È la mente assoluta del Buddha.
Nel XVIII secolo, il Tibet conobbe un periodo di fioritura della produzione artistica buddista, in particolare delle piccole stele votive. Questi oggetti venivano utilizzati per la devozione personale e la meditazione, spesso nelle case o durante i pellegrinaggi. Permettevano agli individui di sperimentare la presenza divina e di approfondire la propria pratica spirituale.
Influenzate dalle tradizioni artistiche indiana e nepalese, queste stele facevano parte di una lunga tradizione iconografica tibetana legata ai rituali Vajrayana.
Bronzo con lumeggiature policrome
11,4 x 8,6 cm
Segni di usura, fori di sospensione probabilmente aggiunti in seguito
In precedenza in una collezione privata europea
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Ref: P7GY06279E