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Piccolo altare in bronzo - Alto Volta (Burkina Faso)
Bronzo - Lunghezza: 10 cm Altezza: 5 cm Peso: 200 g
Probabile origine culturale: Lobi / Gan / Gurunsi (secondo le tradizioni metallurgiche del Burkina Faso sud-occidentale)
Datazione stimata: inizio-metà del XXᵉ secolo
Questo piccolo altare in bronzo, che misura circa 10 cm, è un pezzo fuso con la tecnica della cera persa, un processo caratteristico dei bronzisti del Burkina Faso. L'oggetto è composto da tre elementi ben definiti:
Un piatto circolare con un bordo spesso e irregolarmente smerlato, che presenta una patina marrone e tracce di corrosione verde (cuprite e malachite), a conferma della sua autentica età. La superficie interna è segnata da numerose macchie di ossidazione, che attestano il ripetuto contatto con materiali rituali (olio, farina, polvere, sangue sacrificale, ecc.).
Un'asta centrale che sostiene il piatto, prolungata verso il basso da un anello circolare decorato con striature, funge probabilmente da base o da ancora rituale.
Una figurina zoomorfa, che probabilmente rappresenta una rana, animale altamente simbolico nelle tradizioni animiste della regione. È raffigurata in posizione accovacciata, con le zampe anteriori sollevate e il muso leggermente aperto. La rana è associata alla fertilità, all'acqua, alla pioggia e agli spiriti degli antenati legati ai fiumi.
Insieme formano un altare in miniatura per le offerte domestiche, collocato in un angolo della casa, nella soffitta di famiglia o in un piccolo santuario privato.
Funzione rituale
I piccoli altari di bronzo erano utilizzati nelle culture dell'Alto Volta:
Per depositare offerte liquide (acqua, birra di miglio, olio),
Per libagioni agli antenati protettori,
Per rituali di fertilità agricola e familiare,
Oppure come oggetto apotropaico, collocato in un recinto o in una casa per attirare protezione e benedizioni.
La presenza della rana accredita l'ipotesi che il suo utilizzo sia legato alla pioggia, alla terra fertile o alla prosperità familiare.
Analisi stilistica
Il bordo smerlato del piatto ricorda alcuni modelli Lobi e Gan prodotti nel sud-ovest del Burkina Faso nel XXᵉ secolo.
La statuetta di rana è un motivo frequente nell'argenteria Gurunsi e nelle fonti rituali.
La patina naturale, l'irregolarità del bronzo e le concrezioni verdi mostrano un pezzo fuso a mano, senza interventi moderni.
Questi oggetti molto personali sono raramente firmati e sono stati spesso sepolti, maneggiati o esposti agli elementi: le alterazioni visibili sono coerenti con un uso prolungato.
Stato di conservazione
Patina antica, una miscela di marrone scuro e verderame.
Superficie interna molto ossidata, tipica dell'uso rituale reale.
La figura è chiaramente leggibile nonostante l'avanzata corrosione del rilievo.
Struttura solida: nessuna crepa importante o indebolimento apparente.
Condizioni generali: buone, con una patina interessante per lo studio etnografico.
Confronti e riferimenti museali
I musei
Musée du Quai Branly - Jacques Chirac (Parigi): diversi bronzi Lobi e Gan, tra cui piatti votivi e piccoli altari domestici.
National Museum of African Art - Smithsonian Institution (Washington): oggetti di culto Lobi e Gurunsi in bronzo, con animali simbolici.
Musée National du Burkina Faso (Ouagadougou): collezioni di fonti rituali, tra cui numerose figurine zoomorfe simili.
Bibliografia
Christopher D. Roy - Art of the Upper Volta Rivers, University of Iowa, 2010.
Daniel Biebuyck - The Arts of Central Africa, New York, 1969 (sezioni sui bronzisti del Burkina Faso).
Jean-Baptiste Bacquart - The Tribal Arts of Africa, Thames & Hudson, 1998 (capitolo su Lobi e Gurunsi).
Roy Sieber & Arnold Rubin - African Art in the Cycle of Life, Smithsonian, 1988.
Ref: YSAG4H0D5B